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Il corpo umano è un prodigio di ingegneria biologica.
I nostri organi, il nostro sistema circolatorio, ogni nostra cellula… tutto si è evoluto a foggia dell’ambiente in cui esistiamo. Prova ad immaginare, per un secondo, un’astronauta nato nello spazio o sulla luna o su un pianeta lontano.
Per tutta la vita dovrà respirare tramite una riserva dosata di ossigeno, all’interno di una tuta che gli consenta di sopravvivere a gelide temperature. I suoi muscoli, le sue ossa si deformerebbero per una gravità a cui non è adatto.
I suoi occhi vagherebbero in solitudine nell’oscurità, in un’universo splendido ma in cui la vita umana non è sostenibile. Per tutta la vita si sentirebbe fuori posto e, forse, sbagliato. Ora prova ad immaginare, che per la prima volta nella sua vita metta piede sulla terra.
Immaginalo respirare a pieni polmoni. Sentire il vento e la pioggia sulla pelle.
Il calore del sole sul viso. Affondare le dita nella terra e correre e urlare.
Ascoltare il rumore dell’acqua che scorre. Guardare il cielo tingersi di ogni colore e sapere di essere a casa, finalmente. Riesci a immaginarlo, solo per un secondo? Ci riesci? Io ero quell’astronauta sperduto.
E tu, tu sei la terra.

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