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Thursday, August 28, 2008 ..:: intervista ad alessandro murgia ::..   Login
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"Pensieri"




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"Dimenticanze"



“ Mi piacerebbe che una persona che osserva le mie foto non si fermasse semplicemente al primo significato che gli viene in mente ma andasse oltre, 'ruotasse' attorno alla scena, entrasse dentro la testa di chi ritraggo e cercasse di capire il perchè di una certa rappresentazione...”

E' doveroso soffermarsi su questo pensiero di Alessandro Murgia – alias Andsforever –, perchè è la giusta risposta che ogni autore chiede per ogni proprio impegno creativo.
Chi non si sa leggere tra le righe, sicuramente non sarà mai un buon lettore, ma “sinceramente” sarà  un pessimo critico.
E' importante appropriarsi del linguaggio dell'immagine e dei messaggi che ruotano intorno ad essa  per potersi esprimere degnamente ed il primo giudizio, è sempre l'ultima valutazione da considerare.
Leggendo l'intervista di Alessandro Murgia, traspare molto del rapporto fotografo-uomo e di quell'appetito creativo che è  indole e ricerca della vera voce di se stesso.

Scrive: “credo di aver appena iniziato ad imparare a fotografare il linguaggio-simbolismo del corpo umano nella sua interezza, ho ancora tantissimo da osservare e studiare!”
Osservare e studiare! Queste, le due regole fondamentali della fotografia e dell'uomo che cerca di svuotare la stanza delle proprie emozioni, aprendone porte e lasciandosi narrare dall'autorità del vento.
I boschi sono la metà ideale per chi sogna un traguardo, e crediamo, che percorre la propria strada con passi da professionista sia la giusta meta; quella di Alessandro Murgia: basta entrare in quella stanza che custodisce e parla della sua emotività.
I lavori di Alessandro Murgia sono presenti nella sua galleria personale:  clicca qui.




1- Denudarsi e cercare nel proprio Io la vera motivazione di quello che si ha voglia di raccontare è una delle basi fondamentali di ogni artista; talvolta, la scelta dell'arte che più si conforma con le proprie visioni è un vero dilemma e mistero. Com'è nata e perchè la tua passione per la fotografia; ma soprattutto, cos'è per te un fotografo?

Credo che nel mio caso l'approccio sia avvenuto nel modo più banale possibile...mio padre ha comprato una digitale compatta circa 3 anni fa che gli sarebbe servita per lavoro, ovviamente di foto con quella macchina lui ne ha fatto pochine...ho iniziato fotografando piante e fiori per il lavoro di mio padre, ma circa una anno e mezzo fa, dopo aver conosciuto una persona, ho scoperto che la fotografia poteva essere la via di fuga ed esternazione per i miei pensieri e per le mie attenzioni...l'utilizzo di photoshop alla pari dell'utilizzo della camera oscura e la tecnica per riuscire a rappresentare ed esprimere quello che si ha dentro ed a volte è troppo pesante da sopportare senza uno sbocco. Per come la vedo io fotografo è colui che sente questa necessità, necessità di rappresentazione, quindi ci sono i fotografi concettuali, che immaginano e creano dei concetti e li esternano in foto, i fotografi naturalisti che esternano la propria ammirazione della bellezza della natura e ne 'bloccano' dei momenti e così via discorrendo. Non vorrei sembrare troppo astratto o filosofeggiante, in effetti il discorso è un semplicissimo pensiero che a parole alla fine sembra una cosa un po' pacchiana...un po' come cercare di spiegare a parole una fotografia...

2- I tuoi scatti raffigurano il più delle volte emozioni nate da un autocritica della tua personalità. Quanto conta l'espressività e l'attimo di rapimento artistico o interiore in un tuo scatto?

Divido principalmente il tipo di fotografie che faccio in due gruppi, in base al processo di creazione. Il primo comprende le foto che non 'premedito' quindi le foto di strada, il reportage, i ritratti, ossia tutte le foto che nascono da un 'trasporto' immediato in una situazione o dal coinvogimento emozionale presente al momento dello scatto. Nel caso dei ritratti infatti mi è difficile scattare con persone che non conosco oppure non ho avuto modo di osservare.
Il secondo comprende le foto che immagino e costruite in modo tale da rappresentare un determinato concetto o uno stato d'animo, ossia il processo creativo è più lento e controllato. Spesso  butto giù appunti su un taquino e scatto anche a mesi di distanza...

3- Paura e  mistero. Luci e ombre. Musica e solitudine. Scegliere uno scatto ideale, per te, significa abbandonarsi all'istinto o all'abilità metodica di una pre-scenografia? E' importante dare corpo ad uno scatto?

Per ogni scatto credo che l'emozione sia la cosa fondamentale...lo scatto per me ideale sarebbe riuscire a trovare nelle situazioni 'spontanee' l'espressione perfetta delle emozioni e di ciò che si vuol 'dire'...quello sarebbe lo scatto ideale...per far questo bisogno allenare l'occhio, la mente, studiare, in modo tale che dalla situazione si riesca a trarre il massimo, o comunque ciò che si vuole, creando una 'visualizzazione guidata' della realtà...
 
4- Il consenso degli sguardi, una voce calda, i messaggi del corpo...sono sinonimo di sensualità. Quanto conta l'erotismo o il semplice-complesso linguaggio del corpo nei tuoi scatti?

Sinceramente non ho mai pensato ad una parte erotica dei miei scatti! Realmente è la prima volta che mi ci si fa pensare, probabilmente perchè ho sempre visto il corpo come stumento comunicativo.
Nel corpo si leggono i sentimenti e le emozioni senza bisogno di parole a patto che si sia abbastanza attenti da 'vedere'...credo di aver appena iniziato ad imparare a fotografare il linguaggio-simbolismo del corpo umano nella sua interezza, ho ancora tantissimo da osservare e studiare!

5- Sicuramente, l'avvento del digitale, ha avuto una svolta negativa in quella che è la vena creativa dell'immaginificità di uno scatto. Parlaci della tua esperienza o di un'aneddoto di uno scatto su pellicola?

Penso che l'avvento del digitale, più che altro, abbia dato la fotografia alle masse, quindi la quantità di fotografie in giro per la rete sia aumentata in maniera incontrollata e che la quantità di immagini di una certa qualità si sia trovata 'diluita' nel mare di fotografie assolutamente casuali. Personalemente l'avvento del digitale mi ha permesso di avvicinarmi a questo mondo, che prima mi era sconosciuto, quindi non posso che essere grato a quest'innovazione! Se non avessi iniziato a scattare 'a caso' con una compattina non avrei mai iniziato a interessarmi al linguaggio fotografico, alla tecnica e non avrei mai imparato ad apprezzare la fotografia tradizionale a pellicola...infatti dopo qualche tempoche avevo preso in mano una compattina ho pensato di imparare anche lo sviluppo e la stampa di pellicole in bianco e nero e mi son comprato una Nikon F3...di li è stato un crescendo di interesse verso tutto quello che era espressività, il formato per me è stasto sempre e solo un mezzo tecnico per arrivare al risultato...

6- “Dimenticanze” è un tuo scatto. Si propone in veste malinconica, e mostrandosi in tutto il suo fascino, racconta quella che è la tua voce di fotografo. Perchè questo scatto? Qual'è il vero messaggio di quest'immagine?

'Dimenticanze' è parte di una serie di scatti (b/n e colori) che ho fatto un po' di tempo fa...tutto è incentrato sulla mancanza di comunicazione, ossia il tema principale di molti miei scatti. Le dimenticanze sono le cose taciute, le cose non dette perchè si reputano scontate,  per paura...il risultato è molte volte il dolore, il malessere delle persone che invece vorrebbero sentire queste cose, che hanno bisogno di sentire queste cose. Detto così mi rendo conto che non è assolutamente un significato immediato e probabilmente è anche colpa mia che non ho ancora imparato a rendere immediatamente comunicative le mie foto!! Mi piacerebbe che una persona che osserva le mie foto non si fermasse semplicemente al primo significato che gli viene in mente ma andasse oltre, 'ruotasse' attorno alla scena, entrasse dentro la testa di chi ritraggo e cercasse di capire il perchè di una certa rappresentazione...

7- “Pensieri” si presenta come una riscosperta interiore di un mistero che ha come mentore la creatività. Perchè questo scatto? Cos'è per te la creatività?

Come la tecnica e i vario obiettivi, i corpi macchina credo che la creatività sia un mezzo per la riuscita e la rappresentazione di un pensiero o concetto. Tante volte mi è capitato di vedere fotografie bellissime tecnicamente, fatte con illuminazione costosissima e con corpi macchina da migliaia d euro ma guardandole dire 'banale' ossia scattata senza un minimo di creatività... quindi mi sento di considerare la creatività come il più importante tra i mezzi a disposizione del fotografo!
'Pensieri' è rappresentazione figurata di una situazione che mi son trovato ad affrontare molte volte...potrei molto semplicisticamente dire che è la versione figurata della 'pulce nell'orecchio'!! Sicuramente starete pensando che avrei bisogno di uno bravo...eheheh...mi spiego:  mi capita spesso di andare in giro per i boschi, comunque in luoghi dove assolutamente sono solo ma sempre e comunque 'sento' qualcosa, vuoi per un brivido o solamente una coscienza, esattamente come i pensieri a cui non si da importanza ma che sempre e comunque sono li e si fanno sentire, ricompaiono anche quando siamo convinti di aver dimenticato, ecco il perchè della figura piccola e integrata nel paesaggio ma comunque sempre ben distinguibile che è visibile come uno dei tanti dettagli nella nebbia. Spero di esser riuscito a spiegare!!

8- Con “In bianco e nero”, stiamo cercando di ricreare motivazioni, stati d'animo, esperienze e modi di osservare la vita. Pensi che la nostra sia una strada da seguire?

Certamente!!Tutti guardiamo sotto punti diversi la realtà e le cose, avere un posto in cui esporle e discutere dei propri punti di vista è ottimo, per imparare anche nuovi modi di espressione e discutere i propri...un sito come punto di aggregazione è sicuramente una cosa notevole per la crescita personale e 'artistica' (anche se è un termine un po' altisonante per i miei gusti ed usato spesso per darsi un tono).

9- Le nuove idee rappresentano una valida motivazione di crescita; tuttavia, la voglia di mettersi in discussione e la proposta di nuove iniziative è alla base di questo sito. Quale nuova idea o argomentazione, vorresti che si trattasse in questo luogo?

Credo che un'idea come quella di dvd2005 ("http://www.migliorforum.com/inbiancoenero/attivita-vt407.html) sia ottima, ossia quella di analizzare opere di grandi artisti per poter comprendere il linguaggio, la semiotica e lo stile dei grandi per poter avere più mezzi a disposizione da utilizzare in maniera creativa, ovviamente non parlo di 'conoscere per copiare'!!! Comunque in generale mi sembra che il primo contest abbia avuto una Buona partecipazione, il secondo ancora in corso credo sia più difficile ed abbia bisogno di maggior creatività...





  

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