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Thursday, August 28, 2008 ..:: Intervista a Sara ::..   Login
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" ... "


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" Se già fosse domani..."


“Se cercassi nella mia vita un modello da imitare, sicuramente, non riuscirei ad essere me stesso. Abuserei del mio tempo, nascondendomi, immortalando i miei pensieri in un passato che non è mai stato mio. Sono qui per parlare di me...”

Sara Gambirasi è una donna che sa di sé, e il suo sapersi raccontare è un po' come abbandonarsi a quel passato univoco, che era arte e pena di quei pittori che fanno parte della memoria. Si potrebbe dire che la pittura è la madre della fotografia, anche se più coraggiosa, impertinente, libera...
Si ha a disposizione un solo scatto: “l'idea”, dopodiché, tutto ha capitolo ed è effetto della propria anima.
I ritratti di Sara Gambirasi, conservano quell'attimo di individualità che trasale da quell'emotività che si conforma con la pittura.
Sì, potremmo definirla una pittrice dell'obbiettivo.
I suoi lavori sono visibili nella sua galleria personale: clicca qui

1-Il sentirsi prigionieri della propria anima e credere che una nuova vita si svegli ogni giorno è il saldo che il cuore riceve dalle proprie azioni. E' il tuo modo di vivere la tua fotografia?

Niente come la fotografia è espressione diretta dell’anima. Parafrasando Wordsworth la definirei “the spontaneous overflow of powerful feelings”.
Ogni scatto è un flusso di amore ed emozioni che non riesco a contenere.
Il vero obiettivo lo rivolgo alla vita, al mio modo di sentire “sbocciare” dentro di me quanto di più triste o buono mi viene offerto ogni giorno.
Non riuscirei mai a immortalare qualcosa solo per il puro gusto estetico; c’è un bisogno da parte mia di comunicare qualcosa di autentico, seppur con pochi mezzi e la scarsa esperienza a mia disposizione.
Semplicemente, ritraggo ciò che sento.

2- “La fotografia in bianco e nero è la metamorfosi della pittura, che, denudata dei propri colori e rappresentata nelle varie gradazioni di grigio, può dare voce a quella che un tempo era chiamata arte e anima di un artista.”Riscontri delle verità in questa citazione? Perchè?

E’ assolutamente vero. Il bianco e nero è un modo forte e sentito di fare fotografia. E’ pura arte a mio avviso. Oggi con tutte le tecniche di “fotoritocco”e la ricerca esasperata del bello, della perfezione ad ogni costo, si sta gradualmente spegnendo l’anima di ciò che viene catturato in uno scatto. I più grandi artisti del passato come Van Gogh , Egon Schiele o Picasso, non si chiedevano se ciò che ritraevano era bello o se le loro composizioni risultassero gradevoli o meno, ma hanno avuto il coraggio di infrangere schemi e regole, proponendo un loro modo di sentire la pittura. Invece questa società ci sta abituando ad osservare immagini sicuramente ben realizzate, ma povere nei contenuti e nelle emozioni. Conservo gelosamente tutte le foto dei miei nonni fin da quand’ero piccola; mi chiedo come sia stato possibile che i fotografi dell’epoca, con mezzi così poveri, siano riusciti a trasmettere in uno modo così “folgorante” e meraviglioso la forza di un sorriso, a ricreare lineamenti morbidi a risaltare la potenza dei volti, degli sguardi.. Probabilmente c’era più rispetto per il soggetto in quanto tale e ogni lavoro era davvero frutto dell’anima di chi scattava.

3- Se dovessi parlare delle mie passioni, sicuramente, metterei in discussione il mio spirito adolescenziale e quel dolce risveglio che è parte della strada che ho deciso di seguire. I ritratti propongono sempre delle verità differenti. Perchè la tua passione per i ritratti? Perchè il bianco e nero?

I ritratti permettono di esplorare quella che è la personalità del soggetto. Il corpo non può mentire. Si può riuscire a cogliere della dolcezza nel volto di chi invece, nella vita si nasconde dietro una maschera di cinismo o al contrario sottolineare la forza espressiva di uno sguardo femminile. C’è una ricerca prima dello scatto. Cerco di far parlare le persone, di sciogliere la loro tensione nei riguardi della macchina fotografica (c’è sempre il timore di apparire diversi, più brutti) e dopo pochi minuti spesso ridono, si sentono tranquilli e liberi nel proprio corpo. Di conseguenza ho la fortuna di immortalare le persone nella loro semplicità, con emozioni naturali e vere. Penso che questo venga poi recepito da chi guarda le mie foto. Non faccio altro che regalare ricordi, un ritratto resta nel tempo. Permette di vedere come eravamo, ci riporta magari a periodi più o meno felici della nostra vita. Per me è impossibile ritrarre qualcuno in modo “superficiale”, non ci riuscirei mai. Ecco perché il bianco e nero. Mette a nudo ciò che una persona è, ciò che una persona prova. Risalta il volto, gli occhi, le forme ma soprattutto i sentimenti.

4- I particolari, in una fotografia, rappresentano il vero significato di quello che vorresti raccontare?

Più che i particolari cerco “qualcosa di particolare”da raccontare attraverso un’immagine. Sono attratta da tutto ciò che forma il nostro essere,la vita… Mi è stato negato il dono della sintesi e credo proprio di non poter riassumere significati così profondi, ma nemmeno in mille foto penso..

5- Credi che la sensibilità sia una dote indispensabile per un buon fotografo? Perchè?

Credo sia “la dote”, ciò che di più fondamentale dovrebbe avere chi si accosta al mondo della fotografia. Ci vuole amore, rispetto e passione per poter cogliere qualsiasi soggetto. E’ necessaria anche una certa dose di etica, ma qui l’argomento potrebbe diventare spinoso... Sono per la libertà di manifestazione del pensiero in ogni sua forma, ma penso che a volte i limiti del buon gusto vengano superati. Ma è solo un mio parere personale.

6- “ ... “ fa parte della tua galleria di ritratti. Quella lacrima, che è verità e anima di quest'immagine, fa parte di quel bagaglio emotivo che è la vita. Perchè questa foto?

Si tratta di un autoscatto. Ho sentito la necessità di “bloccare”all’esterno un grande dolore che avevo dentro. Vedere una propria lacrima può essere utile per rendersi conto che non si dovrebbe più piangere, ma al contrario reagire. Anche alla notizia: “potresti avere un tumore”. E’ giusto ricordare anche le esperienze negative della propria vita, perché sono quelle che ci fanno crescere maggiormente. Aprono le porte ad una maggiore consapevolezza.

7- “ Se già fosse domani... “ L'attesa del domani, la rivelazione di una nuova verità da ricordare. La foto rappresenta l'idea che avevi intenzione di sviluppare? Perchè?

Con questa foto volevo richiamare l’attimo in cui, prima di dormire, tutti pensano ai propri progetti, alle cose che ancora devono essere realizzate in un futuro più o meno immediato. Da qui il titolo, che lascia spazio alle speranze e all’entusiasmo per quello che verrà. Io credo sia necessario abbandonarsi ai sogni per poterli realizzare. Ecco perché la ragazza è tranquillamente abbandonata sopra un cuscino.

8- Con “In bianco e nero”, stiamo cercando di ricreare motivazioni, stati d'animo, esperienze e modi di osservare la vita. Pensi che la nostra sia una strada da seguire?

Assolutamente! E vi ringrazio per avermi coinvolta in questa iniziativa. Credo sia molto interessante capire pensieri ed emozioni “di chi sta dietro l’obiettivo”, specialmente per comprendere meglio il significato dei lavori proposti, che non sempre può essere recepito nell’immediato.

9- Le nuove idee rappresentano una valida motivazione di crescita; tuttavia, la voglia di mettersi in discussione e la proposta di nuove iniziative è alla base di questo sito. Quale nuova idea o argomentazione, vorresti che si trattasse in questo luogo?

Da amante dei ritratti, inviterei tutti a fotografare qualcuno che è stato particolarmente importante nella propria vita, per vedere se e quanto i sentimenti influenzano questa meravigliosa arte.


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