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Thursday, August 28, 2008 ..:: Intervista a Pietro ::..   Login
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“ Mi pianto qui “

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“ Family feet “

 

 


“La mia resa vive nell'incapacità di affondare nei fardelli della mia anima!”

E' una citazione nata dalla stessa casualità che rende quest'immagine (Mi pianto qui)  libera di essere apprezzata, che, nonostante le più inoperose apparenze, propone quel malore malinconico che la vita ci regala costantemente. Forse, la vera essenza delle immagini di Pietro Di Maggio (alias Pedrox), si svela, approfondendo un lato della propria anima che resta il più delle volte inoperoso. Saziare l'attimo e rappresentare quella parte di creatività che è  dote morale di ogni essere umano è, e significa avere conoscenza di se.

 

“...è come pescare immagini dal mondo reale e plasmarle secondo il proprio sentire.”

Leggendo e rileggendo questa risposta, Pietro, ci regala una sospensione che è inusuale e fa parte di quel mondo artistico e creativo che è il suo istinto d'espressione; perchè è questa il suo vero talento: l'istinto e l'attimo che crede opportuno realizzare.

I lavori fotografici di Pietro Di Maggio sono presenti nella sua personale galleria: clicca qui.




 

1-Lasciandosi ingannare da quell'istinto di perfezione che è indole e ricerca di ogni essere umano, e prevedendo astutamente il giudizio della gente, ti chiediamo: esiste la foto perfetta? Qual'è la tua idea di fotografia?

La perfezione è un termine assoluto mentre la fotografia è qualcosa di mutevole, come ogni forma d'arte è sottoposta alle tendenze e ai modelli dominanti. Quello che non è perfetto oggi lo sarà domani o forse mai, perciò non credo che esista la foto perfetta, esistono i contesti e le occasioni che possono fare di un'immagine un capolavoro o meno.

La mia idea della fotografia ha una dimensione più personale, è un modo per guardarsi dentro, un atto di introspezione, conoscitivo del mondo e di sè stessi perchè ogni volta che si ritrae un frammento di realtà si convogliano nello scatto le proprie idee, paure, desideri ... .
C'è questa fase interpretativa nell'atto di fotografare che mi affascina, è come pescare immagini dal mondo reale e plasmarle secondo il proprio sentire. I grandi fotografi, secondo me, hanno questa capacità straordinaria sviluppata all'ennesima potenza.

 

2- Inseguire uno scopo significa avere fiducia nelle proprie capacità. Esiste un fotografo a cui ti ispiri o cerchi di seguirne la strada?

Io mi sono avvicinato alla fotografia tardi, in modo destrutturato, istintivo, senza modelli consapevoli. Non posso definirmi un fotografo vero, al massimo uno che si diverte a fare fotografie e che qualche volta ne fa una buona. Però guardo le fotografie dei grandi maestri, questo sì, ma non credo di essere in grado di "seguirne la strada". Un grande che ammiro è Elliott Erwitt, le sue istantanee sono qualcosa di geniale, c'è una grande componente di ironia nei suoi scatti. 

3- Il primo scatto rappresenta un momento della propria emotività che ogni fotografo cerca di conservare in sé. Perchè il tuo primo scatto? Quando, hai realizzato che non potevi vivere senza macchina fotografica?

Il mio interesse per la fotografia si è "manifestato" intorno ai 21 anni, scattavo con una "edixa" (mai sentita nominare eh?) degli anni 70, più vecchia di me. Ricordo piacevolmente quando ritraevo la mia ragazza (oggi mia moglie): c'è una foto che le ho fatto a testa in giù in posa B ... lei bellissima, ma la foto ... ;-) . Poi una lunghissima pausa, quasi dieci anni, fino alla mia prima macchina digitale, che mi ha permesso di sperimentare liberamente, senza dilapidare patrimoni.

 

4- Negli ultimi anni, il web, è diventato la voce di chi ha voglia di raccontare qualcosa di sé. Cosa, come e perchè ha cambiato il tuo modo di esprimerti?

Il web è un'opportunità per condividere e confrontarsi in modo semplice, quando ho (re)iniziato a fotografare, il web era già lì, florido più che mai ed è stata l'occasione per avere dei feedback e consigli per migliorarmi. Ho imparato tanto dalle immagini di altri fotografi sul web, dalle community, è stato sicuramente una fonte importante di spunti e ispirazione. Il mondo dei blog dà la possibilità di ricavarsi uno spazio in un canale affollatissimo che è il web, la variante del photoblog è, ovviamente, quella che preferisco.

 

5- Oramai, i programmi di foto ritocco, rappresentano uno strumento indispensabile per un fotografo che ha l'opportunità di vivere grazie al proprio lavoro. Hai mai sentito l'esigenza o la curiosità di farne uso?

 

Fotografare in digitale equivale a usare programmi di fotoritocco, credo sia un "must" imprescindibile.
Il postwork è una componente di quella fase interpretativa che dicevo prima, un modo per dare il proprio carattere all'immagine. Non nascondo, però, che ho un'ammirazione infinita per quelle persone che fotografano con la pellicola, che sviluppano e stampano da soli le loro fotografie, appartengono ad una dimensione poetica. E' un po' come fare il pane in casa, ci sono dei gesti, dei riti che arricchiscono la produzione di un qualcosa, che sia pane o fotografia.

 

6-“ Mi pianto qui “ è una foto scelta da noi, tra i tuoi bianco e nero. Conserva in se malinconia e resa. Questo scatto è frutto della casualità, o è la premeditazione di una ricerca?

 

Non è stato uno scatto premeditato, è stato fatto per strada. Mi ha colpito la luce che disegnava la sagoma, i riflessi del metallo, l'apparenza solitaria ed è partito il click. Qualche volta le foto nascono così, all'improvviso, da un particolare, poi prendono forma, assumendo carattere, si riempiono con un significato: il bisogno di fermarsi, di smettere di correre, di ritrovarsi (per ripartire?).

 

7-“ Family feet “ è un'immagine che dona tenerezza, e rappresenta a pieno quella voglia di continuare a credere nella vita. Come è nata l'idea per questo scatto?

I piedini sono di mio figlio, che ora ha quattro mesi, in un momento di gioco con la mamma. I piedi ci sostengono, ci portano sulla strada della vita; in questa foto quelli della mamma sostengono quelli del bambino, ho cercato un modo per rappresentare questa relazione d'amore unica che dura tutta la vita ... e poi i piedini dei bimbi sono bellissimi.

 

8- Con “In bianco e nero”, stiamo cercando di ricreare motivazioni, stati d'animo, esperienze e modi di osservare la vita. Pensi che la nostra sia una strada da seguire?

Certo, l'osservazione della vita è una fonte inesauribile, proporre modi diversi di rappresentare ed interpretare ciò che vediamo è sicuramente positivo.

 

9- Le nuove idee rappresentano una valida motivazione di crescita; tuttavia, la voglia di mettersi in discussione e la proposta di nuove iniziative è alla base di questo sito. Quale nuova idea o argomentazione, vorresti che si trattasse in questo luogo?

Ultimamente ho provato interesse per quelle che io chiamo "mini storie", stati d'animo, gesti quotidiani, eventi, condensati in due o tre immagini significative che ne mettono in luce il lato emotivo. Credo che il bianco e nero possa sposarsi bene con questa idea.

 


  

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